A volte marciare con i cretini è d’obbligo, epica dello sciame

22 AGO 20
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Al direttore - Qui a Milano il cielo è così magnificamente grigio, che ho pensato: Castagnetti… Sai che non è male, Castagnetti?
Maurizio Crippa
Al direttore - La nottata di Martin Wolf. Ciò che preoccupa è che venga dall’Inghilterra. Quando viene dall’Europa continentale è normale: il paziente, vecchiotto e mal vissuto, è sotto attacco virale e non connette. Quando viene dagli Usa è un effetto collaterale dell’obamismo, alle prossime elezioni verrà messo da parte. Lì c’è effervescenza di giovinezza anche se un po’ di arteriosclerosi si avverte. Gli inglesi ci avevano abituati male: era gente disposta a morire per Danzica. Con questo “aspetta che si risolve”, che abbiano avuto un ripensamento?
Efisio Loi
Al direttore - “Je suis Charlie”, ma anche “Je suis Juif”, questo sarebbe stato giusto sentire. E, invece, ho dovuto patire il silenzio sinistrorso, coniugato col falso allarme sull’islamofobia, e vedere sfilare a Parigi famigerati “moderati” alleati col terrorismo islamico. Je suis Juif.
Giancarlo Lehner
In certi casi marciare con i cretini è un obbligo. Anzi, è fatto inerente al marchons marchons, a quell’epica che il compianto Lucio Colletti chiamava dello sciame.
Al direttore - I gesuiti francesi che ridono con Charlie Hebdo. Appartiene alla evoluzione dei generi letterari quella dell’imborghesimento del mito. E’ accaduto per la mitologia greca, ove Ercole appare come un beone, in quella cavalleresca in cui Carlo Magno appare un rimbambito. Ma il sacro non è il mitologico. Il mitologico appartiene al racconto e può essere declinato in tutti i generi, dal tragico al comico al satirico; il sacro – invece – è ciò che per definizione non è nominabile né trattabile senza pena di profanazione. Nella chiesa si è perduto il senso del sacro, la laicità dilaga e così niente impedisce che il Verbo venga deriso e il Pane del cielo buttato nella cloaca irridente dei malfattori: “Scendi dalla croce se sei figlio di Dio!”. Perché dunque meravigliarsi se i musulmani ci ricordano che la parola dei Profeti (e Gesù per essi è un profeta) è degna di riverenza? Perché essere solidali con i francesi la cui lingua rasposa lima tutte le verità in cui la maggioranza della umanità crede? Hanno contaminato l’Europa con i valori di tenebra illuministica, che sono quelli del nichilismo (il marchese De Sade è il loro Dottore), hanno diffuso il loro unguento perfino sulla Compagnia, che era l’unica rimasta a difesa del Papa e della chiesa: dissacrate, dissacrate, qualcosa resterà! Intanto provate a torcere un capello a uno di lorsignori, in Italia subito vi trascineranno in tribunale.
Luca Sorrentino
Vabbè, lei dice quello che sembra pensare il Papa, solo con toni più crudi e senza essere assurto, lei, a simbolo del rinnovamento illuminato della chiesa. Un caso di regressione dall’illuminismo cristiano, che ha perso la partita con l’abdicazione di chi so io.
Al direttore - Napolitano e i mozzorecchi. Mi permetto di dissentire. L’argomentazione è facile ma è d’obbligo usarla. Anche Re Giorgio, come il non troppo compianto Scalfaro, ha detto “non ci sto”, giacché la faccenda riguardava lui medesimo, anche nella doppia veste di cittadino e di istituzione. Non mi pare che abbia avversato la deriva in altre e varie circostanze e ne cito una: quando si rifiutò di apporre la sua regale firma sotto il decreto per Eluana Englaro, lasciando a una sentenza facoltà di uccidere. Questione morale, vabbè, noi siamo un po’ crociani e dunque “passons”. Infine: siamo sicuri che il Pd abbia cambiato pelle? Perché Renzi ci è e ci fa, bipolare, un pochino schizofrenico, e se esce dal seminato rosso, subito lo rimettono nel campo: si accettano scommesse per la prossima presidenza. Metto in palio la solita bottiglia di Chablis.
Angela Piscitelli Cammarano
Al direttore - L’armonia ritrovata di Napolitano. Flaiano, sempre lui, scriveva che in un mondo ambiguo, diviso tra il dire e non dire, la vecchiaia contraddicente perde il segno della saggezza e prende quello dell’incomprensione.
Tonio Dicembre